La storia della Tenuta

Quella fascia di territorio, oggi tenuta Civrana, compresa fra la laguna Veneta, l´Adige e il fiume Bacchiglione, agli albori dell´anno mille si presentava come una successione di “valli e vegri„: le valli erano formate da acque stagnanti, piovane o di esondazione; i vegri, formati dalle aree piú sopraelevate, coperte da vegetazione spontanea, rappresentavano il terreno da dissodare. Le stesse denominazioni dei luoghi quali: Foresto, Villa del Bosco, Concadalbero, erano significative di ambienti coperti da acquitrini e da boschi, che rappresentarono la straordinaria vicenda della bonifica nei tenimenti Benedettini di questo areale.

Si narra che alcuni decenni avanti l´anno mille, il territorio sud-orientale del Veneto si presentava in un grave stato di abbandono, ricoperto di boschi o invaso dalle paludi, a turno sottoposto alle esondazioni dell´Adige e del Bacchiglione.
Era stato, in epoca romana, un territorio popoloso e ricco, percorso da importanti vie consolari, tra le quali la Via Amnia, dove caccia, pesca, agricoltura e commercio avevano creato notevole sviluppo.
Le invasioni dei popoli barbari e poi le continue guerre tra le Signorie, carestie e pestilenze avevano provocato uno stato di desolante abbandono: è su un territorio così degradato che inizia la paziente e operosa attività dei monaci Benedettini.
Nel corso di secoli essi accrebbero le loro proprietà, attraverso donazioni, acquisti e permute: il corso dei fiumi venne regolato dagli argini, i terreni bonificati e coltivati, le costruzioni rurali in pietra, con i caratteristici archi, sostituirono i “casoni„ costruiti con la canna delle paludi.
Dopo il 1400 il territorio veneto passa sotto il dominio della Serenissima Repubblica di Venezia ed inizia una nuova fase di sviluppo: accanto alla sapiente conduzione delle grandi proprietà delle “Corti Benedettine„ si affianca l´opera di nobili famiglie veneziane; attorno alle loro ville sorgono nuovi centri abitati, riprende vigore la bonifica e nuovi terreni vengono messi a coltura„. Verso la metà del 1500 il riordino idraulico realizzato dai monaci nel loro tenimento, stimolò, anche attraverso le perorazioni appassionate di Alvise Cornaro: mecenate, agricoltore e assertore entusiasta della vita nella campagna, una volta che fosse liberata dalle arie malsane e dai miasmi della palude, che altri banchieri e patrizi veneziani rivolgessero il loro interesse e i loro ingenti capitali, accumulati attraverso i traffici via mare con i mercati di oriente, a trovare rifugio economico nell´acquisto di terreni agrari.

La Corte Civrana, di costruzione cinquecentesca, con struttura Benedettina, prende il nome dai N.N.H.H. (Nobili Huomini) Civran, che l´acquistarono con l Tenuta nel 1650, come testimonia lo stemma rappresentante un cervo, simbolo del casato dei “Civran„ e la data di acquisto, scolpiti sul muro esterno dell´antica entrata nobile della stessa corte.
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